|
|
FRA MATEMATICA E GIOCO Il centro PRISTEM ( Progetto ricerche storiche e metodologiche)–Università Bocconi di Milano con il patrocinio del Comune di Firenze ha realizzato il convegno Matematica in classe. Fra matematica e gioco, svoltosi venerdì, sabato e domenica 11-12-13 ottobre 2013 a Firenze. Tra gli illustri relatori merita citare Giorgio Bolondi dell’università di Bologna, Piergiorgio Odifreddi dell’Università di Torino, Federico Peiretti del Politecnico di Torino, Stefano Bartezzaghi dell’IULM di Milano, Giuseppe Conti dell’Università di Firenze, Mauro Comoglio Centro PRISTEM, ed Ennio Peres di Roma. E’ stata un’ottima occasione, a giudizio delle docenti Battisti Paola e Bussi Emanuela dell’Istituto Comprensivo di Moretta che hanno partecipato, per riflettere sul significato dei giochi matematici all’interno della pratica didattica come veicolo di avvicinamento e poi di frequentazione del pensiero matematico. La matematica va ripensata alla luce di ciò che di fatto è nella prassi quotidiana, nell’arte e nelle parole. Dietro a forme, parole e suoni si nasconde la matematica, quella poco conosciuta e praticata; spesso relegata a mero calcolo, risoluzione di problemi standardizzati, formule da applicare. La Matematica invece è disciplina complementare della lingua italiana, della storia, dell’arte, della musica e della realtà. In questo, un ruolo fondamentale rivestono i Giochi matematici che pongono la persona allievo/adulto dinnanzi non a un problema ma ad una situazione problematica che induce il soggetto a mettere in atto una o più strategie per arrivare ad una probabile soluzione. Probabile e non definitiva. La matematica che valorizza il processo e che non si pone, quale meta ultima, il risultato. Far giocare i bambini e gli adolescenti dovrebbe costituire la prassi e non una perdita di tempo. Se non verranno allenati a giocare rischieranno di essere bravi calcolatori ma per nulla competenti a ricercare, sperimentare e mettere in atto possibili processi per arrivare alla risoluzione di situazioni problematiche. Il convegno, svoltosi all’interno del Salone dei Cinquecento all’interno di Palazzo Vecchio, il cui splendore artistico è stato efficacemente illustrato da un ragazzo del Museo dei ragazzi, ha rappresentato un momento di alta formazione professionale a cui dovrebbero poter partecipare non solo gli “addetti ai lavori” ma tutti i docenti, perché le discipline costituiscono una realtà non settoriale ma intrinsecamente complessa e multiforme. Nella realtà però la partecipazione estesa a tutti è molto difficile da organizzare e realizzare. La partecipazione però anche solo di due docenti che successivamente possono farsi portavoce è possibile grazie al permesso per formazione e aggiornamento concesso dal Dirigente scolastico. In merito, la Dirigente dell’istituto comprensivo di Moretta, professoressa Marchisio Laura, è molto sensibile al tema,poiché ritiene che una scuola innovativa e contemporanea passi attraverso l’aggiornamento. Emanuela Bussi
|